Una strana libreria

Una strana libreria

Entrai nel locale al primo piano. La luce invernale che si infiltrava dalla piccola finestra non era sufficiente a vedere nulla, se non le ombre delle grandi scaffalature a destra e a sinistra e la macchia scura di quella al centro. Tuttavia sentii come un fruscio nell'aria e una leggera corrente, come se una civetta col suo volo silenzioso fosse passata. Accesi la luce e vidi due libri che svolazzavano attorno al lampadario centrale sopra il tavolo, come fossero pipistrelli. Le copertine e le pagine, a gruppi o una per una, si aprivano e si staccavano tra di loro, come fossero ali che sostenessero quel volo straordinario. Ogni tanto i libri si richiudevano quasi totalmente perdendo un po' di quota, per riaprirsi poi sùbito con un leggero rumore di pagina sfogliata. Il volo era grossolanamente circolare attorno al lampadario, proprio come fanno i pipistrelli, quando per errore in estate entrano in una stanza dalla finestra aperta e non riescono più a trovare la via di uscita.
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