Michelangelo e i pensatori. Apologia del dubbio nelle arti

Michelangelo e i pensatori. Apologia del dubbio nelle arti

C’è un filo che lega Ercole e il film 8½ di Fellini, Amleto e Candido, Michelangelo e Alberto Burri, Iago e Godot, il colonnello Aureliano Buendía e Edipo, Zeno Cosini e i Beatles: si tratta della fede nel dubbio e nell’attesa che lo produce e lo alimenta. Attraverso questi due elementi – l’esercizio del dubbio e il rispetto dei tempi d’attesa – scrittori, pittori, cineasti e drammaturghi hanno inteso descrivere la propensione alla riflessione e all’esercizio critico che conducono alle decisioni piccole e grandi della vita di ciascun individuo. Chiudendo una ideale trilogia sulle reciproche interferenze tra le arti (iniziata con “La candela di Caravaggio” e seguita da “Cleopatra e il serpente”), lo storico del teatro e della comunicazione visiva Nicola Fano continua a perlustrare gli incroci della creatività occidentale, sempre alla ricerca di nuovi e sorprendenti legami tra l’opera d’arte e la natura umana più profonda.
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