Il Martini non esiste. Storia e controstoria del cocktail più iconico (e indefinibile)
Il Martini è l’unico drink che si è trasformato in un archetipo collettivo. Dalle insegne dei bar alle emoticon, la silhouette stilizzata del bicchiere a Y con l’oliva rappresenta il cocktail per antonomasia. Del Dry Martini, in particolare, molti conoscono almeno un aneddoto, reale o mitizzato che sia. Eppure resta una domanda a cui è difficile rispondere: cos’è ciò che lo rende davvero speciale? Il libro di Nicola Piazza nasce proprio dal tentativo – rigorosamente documentato – di dare una risposta a questo interrogativo. È un saggio narrativo che intreccia ricostruzione storica, analisi tecnica e riflessione culturale, accompagnando tanto l’esperto quanto il neofita in un viaggio nel mondo di uno dei drink più iconici e sfuggenti della storia del bar. Nessuna informazione è data per scontata: l’obiettivo è rendere il contenuto accessibile, senza semplificazioni. La ricostruzione storica parte dai miti fondativi del Martini – alcuni fantasiosi, altri mai chiariti – e attraversa l’evoluzione della sua ricetta moderna, con particolare attenzione al rapporto tra gin e vermouth dry. Grazie a fonti d’archivio e manuali d’epoca, vengono sfatate alcune leggende e proposte nuove datazioni, integrate da riflessioni e analisi emerse in tempi recenti, che aggiungono prospettive inedite alla narrazione. Il Martini è analizzato attraverso le lenti della filosofia, della sociologia, del linguaggio e della cultura contemporanea, invitando il lettore a osservare, confrontare e dedurre, per scegliere alla fine la propria verità. Perché, come suggerisce il titolo, il Martini non esiste, o quantomeno non esiste un’unica interpretazione della sua sfuggente (e deliziosa) essenza.
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