Per una storia dell'istruzione e dell'educazione della prima infanzia. «Periagoghé». Definirsi per non sparire

Per una storia dell'istruzione e dell'educazione della prima infanzia. «Periagoghé». Definirsi per non sparire

Oggi in questo mondo così "capovolto" dove la scuola e la famiglia denotano spesso assenza di autorevolezza cognitiva ed etica, sembra agli autori, che il sistema scolastico e l'istituzione famiglia, nella specificità dei loro ruoli e nella molteplicità delle loro funzioni di: istruzione, educazione e formazione, possano ritornare a costituire un riparo ai guasti che l'epoca postmoderna sta producendo. Un tentativo di recupero dell'uno e dell'altra è possibile promuovendo una diversa cultura della famiglia, della persona, ontologicamente intese perché "l'essenza dell'essere" è, ed è soltanto, una coessenza. Pertanto, si rende indispensabile il Periagoghè: un voltarsi radicale sul piano etico e morale e nel contempo avviare l'innovazione dei processi educativi e scolastici a partire dalla legittimazione educativa della famiglia e della scuola fin dalla prima infanzia, secondo un principio pedagogico universale: a ciascuno il suo. E la natura dei processi sociali ed umani che lo richiede, secondo la costante della linearità sequenziale: in educazione e nei processi d'istruzione non si può intervenire, per dirla con una metafora, quando il treno è già in corsa. Da qui la necessità di costruire un nuovo paradigma della famiglia e dell'infanzia.
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