Anatolij Ljiupanov

Anatolij Ljiupanov

Nel suo fuggire dalla Madre Patria, la vecchia Russia degli Zar, arriva a Parigi, ove per un caso fortuito, la notte di capodanno, incontra uno stanco poeta, Charles Baudelaire. Di lui diviene il mentore, iniziandolo al "terzo occhio del poeta", l'Arthemisia Absinthium, l'assenzio. Lentamente inizia a viaggiare attraverso il tragico percorso dei flash back, nel suo oscuro passato, finché Londra lo porta a incontrare la figura di Rabbi Shimon Loew, del suo strano cocchiere e compagno, Ezechiele giungendo alla follia e alla violenza. Burattino di un qualche "sistema" scopre e ammira Praga e di essa, chi apparve essere la signora, Ester Anders, una femme fatale con il potere di un uomo che rischiava di disintegrare l'equilibrio delle nazioni. Nella gelosia per Nikola Tesla e in una una giustificazione machiavellica della catastrofe che stava per vivere, Anatolij smette di essere un ragazzo e diviene uomo, diviene ciò che è realmente, tormentato dal monologo ubriaco del Diavolo e dal solo vero e unico burattinaio, un uomo che non è altro ciò che mostra, gli occhi vuoti di una maschera veneziana.
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