Missione impossibile. Il superconsulente che tentò di salvare il suo Paese
Com'è possibile che il Venezuela, il Paese con le più grandi riserve petrolifere al mondo, sia diventato uno dei più poveri e affamati? La risposta probabilmente è racchiusa in queste pagine, nell'analisi lucida dell'autore e nella testimonianza di un insider d'eccezione, Baldo Sansó, imprenditore italo-venezuelano e superconsulente del ministero dell'Energia e del Petrolio durante l'era Chávez, in seguito diffamato, come spesso capita a chi critica i regimi totalitari, da campagne stampa ad hoc. Dall'età dell'oro del «Patto di Punto Fijo», quando Caracas brillava di modernità e speranze, fino al collasso sociale ed economico degli ultimi decenni, questo libro ricostruisce la parabola di un Paese che ha vissuto tutte le fasi dell'illusione e della rovina: il benessere petrolifero degli anni Settanta, la crisi del Viernes Negro del 1983, la «década perdida» dominata da austerità e corruzione, il trauma del Caracazo e infine l'avvento del chavismo, tra utopia rivoluzionaria e fallimento dello Stato. Strisciante, nell'ombra, la «malattia olandese», l'incapacità di un'economia basata su una sola risorsa - il petrolio - di generare sviluppo sostenibile.
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