La mia vita in punta di forbici
Il romanzo racconta un'epopea familiare lunga cinquant'anni (1974-2024), specchio di un'Italia in trasformazione in cui la determinazione e l'amore proteggono dalle avversità. Protagonista è Ada che, quattordicenne nel 1974, rifiuta un destino imposto e le rigide convenzioni sociali per inseguire l'indipendenza a Firenze, iscrivendosi all'Accademia per acconciatrici. La sua forza affonda le radici nei sacrifici del padre Domenico, emigrato in Germania. Forte di questa eredità, Ada diventa un'affermata imprenditrice e madre, sostenuta da una rete affettiva simboleggiata da un albero dipinto dal fratello Leo sulla parete del suo negozio e dalle cure di Nonna Lina. Anche dopo la pensione, la sua casa e la cucina restano il fulcro per figli e nipoti. La parte finale affronta con realismo le fragilità di Ada - tra lutti, insonnia e attacchi di panico - e la sua rinascita grazie all'amore dei propri cari. Nelle ultime pagine, posando le forbici del mestiere e guardando la famiglia riunita a tavola, Ada trae un bilancio sereno della propria esistenza, consapevole che, nonostante le tempeste, il taglio, l'opera, dopotutto, sono venuti bene.
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