L'orto tra cultura e coltura in Piemonte e in Val Padana

L'orto tra cultura e coltura in Piemonte e in Val Padana

Già Cicerone diceva che «…coltivare l’orto con passione dona salute e serenità», poi aggiungeva «…chi possiede una bella biblioteca e un orto da coltivare può considerarsi fortunato», considerando che l’orto aiuta a vivere in sintonia con Madre Natura. Questo perché l’attiva coltivazione dell’orto, curando con amore le piante, promuove il benessere fisico, emotivo e mentale. La cultura e la coltura dell’orto sono state penalizzate, in questi ultimi tempi, dalle multinazionali alimentari il cui scopo principale è quello del profitto e le cose sono andate progressivamente peggiorando. I numeri lo confermano. Nel 1970 avevamo 580 migliaia di ettari per la coltivazione degli ortaggi, nel 2014 si è passati a 421 e ora siamo a 410. È una rovinosa corsa alla distruzione di un patrimonio popolare che va arrestata, anche perché l’orto non si deve considerare solamente per i suoi prodotti alimentari. È pertanto indispensabile si rimetta al centro dell’attenzione questo patrimonio delle famiglie e delle comunità.
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