Fabbricante di lacrime

Fabbricante di lacrime

Il desiderio di una famiglia, un amore impossibile, una sola certezza: non puoi mentire al Fabbricante di lacrime.«Un romanzo travolgente, una scrittura ipnotica in grado di toccare tutti i cliché della narrativa Young adult senza però essere mai prevedibile.» – Miriam Feder per Maremosso«Avevo sempre creduto nelle favole. Avevo sempre sperato di viverne una. E ora... c'ero dentro. Camminavo tra le pagine, percorrevo sentieri di carta. Ma l'inchiostro grondava. Ero finita nella favola sbagliata.»Tra le mura del Grave, l'orfanotrofio in cui Nica è cresciuta, si raccontano da sempre storie e leggende a lume di candela. La più famosa è quella del fabbricante di lacrime, un misterioso artigiano dagli occhi chiari come il vetro, colpevole di aver forgiato tutte le paure e le angosce che abitano il cuore degli uomini. Ma a diciassette anni per Nica è giunto il momento di lasciarsi alle spalle le favole tetre dell'infanzia. Il suo sogno più grande, infatti, sta per avverarsi. I coniugi Milligan hanno avviatole pratiche per l'adozione e sono pronti a donarle la famiglia che ha sempre desiderato. Nella nuova casa, però, Nica non è da sola. Insieme a lei viene portato via dal Grave anche Rigel, un orfano inquieto e misterioso, l'ultima persona al mondo che Nica desidererebbe come fratello adottivo. Rigel è intelligente, scaltro, suona il pianoforte come un demone incantatore ed è dotato di una bellezza in grado di ammaliare, ma il suo aspetto angelico cela un'indole oscura. Anche se Nica e Rigel sono uniti da un passato comune di dolore e privazioni, la convivenza tra loro sembra impossibile. Soprattutto quando la leggenda torna a insinuarsi nelle loro vite e il fabbricante di lacrime si fa improvvisamente reale, sempre più vicino. Eppure Nica, dolce e coraggiosa, è disposta a tutto per difendere il suo sogno, perché solo se avrà il coraggio di affrontare gli incubi che la tormentano, potrà librarsi finalmente libera come la farfalla di cui porta il nome.COME COMINCIAAl Grave avevamo tante storie.Racconti sussurrati, favole della buonanotte... Leggende in punta di labbra, al chiarore di una candela. La più conosciuta era quella del fabbricante di lacrime.Narrava di un luogo lontano, remoto...Un mondo dove nessuno era capace di piangere, e le persone vivevano con anime vuote, spoglie di emozioni. Ma nascosto a tutti, nella sua immensa solitudine, c'era un omino vestito di ombre. Un artigiano solitario, pallido e ricurvo, che dai suoi occhi chiari come il vetro era capace di confezionare lacrime di cristallo.Andava da lui, la gente, chiedendo di poter piangere di poter provare un briciolo di sentimento – perché nelle lacrime si cela l'amore e il più compassionevole degli addii. Sono la più intima estensione dell'anima, ciò che, più di gioia o felicità, fa sentire veramente umani.E l'artigiano li accontentava...Infilava negli occhi delle persone le sue lacrime con ciò che contenevano, ed ecco che piangeva, la gente: era rabbia, disperazione, dolore e angoscia.Erano passioni laceranti, disillusioni e lacrime, lacrime, lacrime – l'artigiano infettava un mondo puro, lo tingeva dei sentimenti più intimi e logoranti.«Ricorda: non puoi mentire al fabbricante di lacrime» ci dicevano alla fine.Ce lo raccontavano per insegnarci che ogni bambino può essere buono; che deve essere buono, perché nessuno nasce cattivo. Non è nella nostra natura.Ma per me...Per me non era così.Per me quella non era una leggenda.Lui non era vestito di ombre. Non era un omino pallido e ricurvo, dagli occhi chiari come il vetro.No.Io conoscevo il fabbricante di lacrime.
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