Sabbetay Sevi. Il messia mistico. 1626-1676

Sabbetay Sevi. Il messia mistico. 1626-1676

"Quando Sabbatai Zwi volle persuadere se stesso e gli altri di essere il Messia, andò nella piazza del mercato di Smirne e a capo scoperto pronunciò il nome di Dio. Vi era infatti una credenza popolare, che nessuno, a meno di essere il messia stesso, potesse portare alle labbra il tetragramma senza che il fulmine dell'ira di Dio lo distruggesse [...] E' singolare che la figura di Sabbetay si presenti al giovanissimo Scholem in un certo senso con il suo carattere già fissato: è un messia che si riconosce come tale mediante una sfida e soprattutto mediante una violazione della legge [...] Nel giovane Scholem il nesso, che Sabbetay rappresenta e incarna, tra trasgressione e verità, si imprimerà come una 'figura' della sua esistenza, non solo a giustificare la sua decisione per l'ebraismo, ma a ispirare e ordinare la sua ricerca che non sarà mai solo una ricerca erudita, quanto una verifica nella cultura e nella storia di un significato e di un destino collettivo e individuale. Il grande libro su Sabbetay, il messia mistico, ora per la prima volta tradotto in italiano, è la summa dell'opera di Scholem, il risultato maggiore nelle sue ricerche erudite e insieme la dimostrazione più ampia della sua tesi" (Dall'introduzione)
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