L'eterno ritorno della politica di potenza
Hans J. Morgenthau – padre, con Reinhold Niebuhr, del realismo politico americano – è una delle figure che hanno ridefinito il modo in cui guardiamo ai rapporti tra le nazioni. Questo volume raccoglie i suoi saggi chiave, svelando il filo conduttore di un pensiero spesso accusato di cinismo, ma in realtà profondamente umano. Morgenthau smaschera le illusioni e il moralismo del diritto internazionale e la fede ingenua nella scienza come bussola di un agire politico che resta, nella sua essenza, perenne lotta per il potere. Da questa premessa nasce la sua provocatoria “etica del male”: non esiste la purezza morale, la vera responsabilità sta nel saper individuare il male minore e nel praticare la suprema virtù della prudenza. Quando gli Stati lo dimenticano e trasformano i propri interessi in crociate ideologiche, il rivale diventa un nemico da annientare. In questo cortocircuito, che spinse Morgenthau a opporsi alla guerra del Vietnam, la diplomazia cede il passo alla logica militare, mettendo in crisi i fondamenti morali e storici dell'Occidente. Sulla riflessione dell'autore pesa anche l'ombra dell'arma nucleare, che per la prima volta spezza ogni rapporto tra i fini strategici e la violenza necessaria a raggiungerli. Un testo che ci aiuta a capire l'eterno ritorno della politica di potenza e le forme che questa assume nel nostro presente.
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