Il tarantismo della vulva. Dal morso interiore alla rinascita. Con Video
Quando il famoso etnologo Ernesto de Martino raccontò il tarantismo, non si limitò a osservare strani comportamenti folkloristici: entrò nel cuore della sofferenza delle persone, documentando con rigore scientifico, fotografie e testimonianze ciò che la società tendeva a ignorare o ridurre a superstizione. Mostrò che le “tarantate” non erano eccentriche o immaginarie: erano donne che esprimevano un dolore reale, che parlava al corpo e all'anima allo stesso tempo. De Martino insegnò che ciò che appare inspiegabile o marginale può invece rivelare verità nascoste sull’essere umano e che l'ascolto attento e rispettoso di queste esperienze è un atto di umanità e conoscenza. La sua ricerca storiografica andava oltre la curiosità: apriva agli occhi di tutti il mondo magico e complesso del Sud, fatto di dolore, ritualità e resilienza. Questo libro fa lo stesso, ma per un mondo molto più intimo: quello della donna che soffre di vulvodinia. Una condizione che, come il tarantismo, esiste davvero ma fatica a essere riconosciuta. Dolore cronico, invisibile agli occhi altrui, spesso minimizzato o liquidato con frasi che feriscono: "È tutto nella sua testa, si faccia seguire da uno psicologo".
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