L'umanesimo di papa Francesco. Per una cultura dell'incontro

L'umanesimo di papa Francesco. Per una cultura dell'incontro

Papa Francesco gode di un'enorme popolarità: grandi folle accorrono per incontrarlo, ha conquistato l'attenzione dei media e molti non credenti, o non cattolici, mostrano nei suoi confronti un'apertura che è stata negata ai suoi predecessori. Tuttavia, il mondo della cultura in Europa appare ancora incerto nei suoi confronti. Gli europei hanno la sensazione che questo papa guardi con maggiore attenzione ad altri continenti e Francesco, mettendo insistentemente in primo piano la realtà dei poveri, è indubbiamente critico verso classi dirigenti che coltivano la "cultura dello scarto". Senza contare che egli non parla il linguaggio della cultura alta o specialistica ma la sua comunicazione è piuttosto orientata a un immediato impatto popolare. Eppure le radici culturali di Jorge Bergoglio, nipote di emigranti italiani, sono profondamente europee e i suoi scritti e le sue interviste rivelano una conoscenza non superficiale della cultura europea non solo in campo teologico. Il suo atteggiamento nei confronti dell'Europa non denota disinteresse, ma piuttosto prudenza, dovuta alla consapevolezza di trovarsi di fronte a una realtà complessa e importante, per la ricchezza della sua storia, per la qualità delle sue risorse e per il ruolo che può svolgere nel mondo. Oltre a queste considerazioni, che già dovrebbero indurre a superare ostacoli e incomprensioni, c'è il fatto evidente che questo papa rappresenta una novità storica con cui è inevitabile misurarsi.
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