L'invenzione del colore

L'invenzione del colore

Fin da bambino, il protagonista di questo romanzo sa che suo padre Raffaele ha inventato qualcosa che ha rivoluzionato la storia del cinema. È sempre rimasto una specie di segreto di famiglia, una leggenda privata. Gli torna in mente quando in una caldissima primavera sogna quasi tutte le notti suo padre, morto dieci anni prima. In questi sogni – lucidi e pervasivi – Raffaele è ancora vivo, semplicemente se n’è andato via di casa, senza una spiegazione. Quel bambino, che si chiama Christian e oggi ha cinquant’anni, si sente costretto a ricercarne il senso, e comincia un’indagine tenera e impacciata, un giallo famigliare che è anche un romanzo di formazione fuori tempo massimo. Professore di liceo, sospeso tra i rapporti impossibili e comici con i suoi studenti e le infinite spirali sentimentali della storia con la sua ex compagna, Christian vede di colpo la propria vita intrecciarsi con l’ombra di un padre a cui si accorge, solo ora, di assomigliare più di quanto abbia mai creduto. Nelle vesti di un Telemaco contemporaneo, si ritrova a inseguire le tracce del padre nella storia privata e pubblica, come se il Novecento fosse un unico lunghissimo racconto proiettato sul grande schermo: le vacanze al paese dei nonni negli anni ottanta e i film di Bud Spencer e Terence Hill, Apocalypse Now e la crisi economica, la prima volta in cui si sono conosciuti i suoi genitori e Scene da un matrimonio di Bergman, e soprattutto la Technicolor, l’azienda a cui il padre ha dedicato la sua esistenza e che ha cambiato l’immaginario planetario e i destini della loro famiglia.Proposto da Luciana Castellina al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione:«Il colore lo inventò la mitica Technicolor, uno stabilimento sulla Tiburtina, fra i primi della prima industrializzazione di Roma, un laboratorio quasi artigianale che colorò, rendendolo ancora più avvincente, il nuovo immaginario che aveva conquistato la mia generazione, quello prodotto dal cinema. Su Christian Raimo, che adulto diventa quando quella fascinazione stava già declinando, la Technicolor produce un effetto diverso. Perché uno degli artefici di quel miracolo era stato suo padre Raffaele, uscito presto dalla scena della sua vita, ma la cui memoriae lo spinge adesso sempre più spesso a ricercarne le tracce. L’esperienza di Christian è stata diversa, segnata da una militanza politica che si proponeva di trasfigurare non soltanto l’intera società ma l’immaginario dei nostri desideri e dei nostri sogni, e che ora, nel tempo in cui tutto è rimesso in discussione, lo porta dentro l’intimo della crisi, con tutte le sue contraddizioni e le sue incertezze, ma anche le scoperte. Un buio doloroso, ma anche molto “colorato”. L’invenzione del colore è un romanzo che parla di amore, di malattia, di lotte, di lavoro, di famiglia, di cinema, di scuola, di Dio. Ne parla pensando a quello che abbiamo perduto: la capacità di trovare nell’intelligenza collettiva della “classe operaia più colta e intelligente del mondo” un’ispirazione per trasfigurare non soltanto l’intera società ma l’immaginario dei nostri desideri e dei nostri sogni. Ne emerge un testo pieno di interrogativi che il narratore fa a sé stesso e al mondo, da cui è difficile non rimaner coinvolti.»
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