Tutankhamon

Tutankhamon

Tutankhamon salì al trono a otto anni e regnò fino alla morte: queste erano le uniche notizie certe che si avevano di lui fino al 1922 quando, nella Valle dei Re, fu scoperta la sua tomba quasi intatta, contenente più di 5000 oggetti di enorme pregio artistico; la mummia del giovane faraone era deposta in una bara di oro massiccio a 22 carati del peso di 110 chilogrammi. La notizia fece subito il giro del mondo. La nebbia che avvolgeva la figura di questo sovrano e la sua epoca cominciò a diradarsi. In Egitto la monarchia ebbe una vita lunga quasi tre millenni. Ma nel XIV secolo a.C, durante il Nuovo Regno, la rivoluzione religiosa e politica compiuta dal faraone Akhenaton e dalla grande sposa reale Nefertiti aveva provocato il dissesto di questa istituzione millenaria. Tutankhamon salì al trono quando l'utopia degli adoratori dell'Aton era fallita e l'"eresia amarniana" aveva lasciato il posto a un difficile periodo di transizione. Sul fronte interno vigeva il caos, perché era stato minato il rigido sistema di centralità amministrativa, retto da sovrani di emanazione divina, sul quale da tempo immemorabile si basava lo sviluppo dell'Egitto. Complicava le cose una turbolenta congiuntura internazionale: l'impero asiatico ereditato da Tuthmosis in si trovava in grave crisi, con l'intera Mesopotamia e l'Anatolia in fermento e il prestigio dell'Egitto nell'Asia Anteriore oscurato. Ma in meno di un decennio di regno Tutankhamon pose le basi per la ripresa del paese, restituendo il potere al clero di Amon e restaurando gli antichi culti. E lungo il Nilo tornò l'ordine.
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