Guerre

Guerre

È il 1915 a Toronto, in Canada. I giornali riportano le notizie dal fronte: a Ypres, nelle Fiandre, c'è stata una tragica disfatta... seimila tra morti e feriti. La guerra che doveva finire entro Natale forse si protrarrà fino all'estate, forse anche all'autunno. Le truppe marciano lungo Yonge Street. Le donne dimenticano il loro riserbo e si precipitano in strada gettando fiori e sventolando bandiere. I ragazzi rincorrono i soldati in bicicletta. Le bambine, a bocca aperta, non hanno il coraggio di fare altrettanto. Gli uomini più anziani si tolgono il cappello. DIO SALVI IL RE! proclama uno striscione. Dovunque si volta lo sguardo, si vedono navi salpare dai porti e treni uscire dalle stazioni. Su uno dei treni diretti a Kingston, in Ontario, dove si trova il centro di arruolamento nell'artiglieria da campo, è appena salito Robert Ross. Ha con sé una valigia nuova di zecca a e in testa un berretto a scacchi. Indossa un impermeabile corto al ginocchio in modo da poter camminare nell'acqua (lo chiameranno ovunque 'trench' tra un po', il soprabito da trincea). Ha diciannove anni ed è bello anche se ha le orecchie un po' sporgenti e la mascella troppo larga. In questo momento, pensa forse di partire per la guerra che porrà fine a tutte le guerre, la grande guerra per la civiltà, la guerra della morte romantica, in cui gli eroi spirano lentamente mentre qualcuno preme magari pezze di lino sulle loro ferite! Non sa che si troverà in una terra in cui uomini e cavalli affogheranno nel fango e nel sangue; in un mare, grigio e puzzolente, di sterco, detriti e corpi in decomposizione, dove i fiocchi di neve sapranno di gas e centomila granate all'ora costituiranno la colonna sonora di migliaia di omicidi al giorno. Non sa, soprattutto, che il suo tempo, quel tempo straordinario e folle in cui l'umanità è apparsa per la prima volta mostruosa e fuori di senno, non è stato reso tale da persone straordinarie ma da uomini comuni, da signori "non diversi dal macellaio o dal fruttivendolo che ci vendono carne e patate dietro il bancone".Romanzo che esplora tutte le ossessioni che alimentano la scrittura di Timothy Findley, la violenza, la solitudine, la sopravvivenza dell'individuo nella follia del mondo, "Guerre" è uno di quei rari capolavori della letteratura in cui la speranza e la barbarie, il sentimento e la dissoluzione della vita sono illuminate dalla "feroce verità dell'opera d'arte".
 
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