Vivere con le cose belle

Vivere con le cose belle

"Se la bellezza è buona a qualcosa, allora è un qualcosa di misterioso su cui oggi non riusciamo a mettere il dito. Oppure non è buona a nulla. E' inutile. Questo potrebbe spiegare perché la stiamo lasciando sparire con così scarso rimpianto."Eppure la bellezza è oggetto di attenzioni sempre maggiori, di vere e proprie aggressioni di massa, per esempio nelle mostre, nelle sale da concerto, per non parlare dei rapimenti e delle estorsioni ai danni di certi capolavori dell'arte. La democratizzazione della bellezza, quale si esprime nei musei moderni, non ha però fatto sparire il sentimento di invidia che proviamo per quanti sono in condizione di circondarsi di cose belle, come se un quadro, un mobile, una scultura dovessero necessariamente trasferire la loro bellezza, per osmosi. La bellezza - dice la McCarthy - è una dea, e in mezzo alla tempesta che le infuria intorno spesso rimane immobile, 'come l'occhio assorto di un ciclone'. Non esiste dunque alcun modo di possederla? Si, forse. Ma soltanto in quei frammenti di bellezza che sono 'nostri' perché qualcosa delle nostre esperienze vi si è attaccatta come un lichene: le noste 'collezioni', legate le uno alle altre in virtù del rapporto che le lega a noi, e che ammontano alla storia della nostra vita.
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